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Metti in moto aria pulita
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INQUADRAMENTO NORMATIVO IN MATERIA DI QUALITÀ DELL’ARIA
Il Decreto Legislativo n.351 del 4 agosto 1999, recepimento della Direttiva quadro 96/62, definisce i principi di base di una strategia per la qualità dell’aria incentrata su:
· definizione di obbiettivi per la qualità dell’aria ai fini della protezione della salute e dell’ambiente.
· definizione di metodi di valutazione della qualità dell’aria in base a criteri comuni.
· acquisizione di informazioni sulla qualità dell’aria da rendere accessibili alla popolazione.
· classificazione del territorio in zone sulla base della qualità dell’aria ed usi del territorio.
· piani di mantenimento ovvero risanamento della qualità dell’aria nelle zone suddette.

La direttiva quadro 96/62 CE, di cui il D.Lgs.351/99 ne è il recepimento, rimanda a successive direttive figlie la disciplina degli aspetti tecnico-operativi relativi ai singoli inquinanti, individuando un elenco di inquinanti su cui intervenire in via prioritaria:
SO2 (Biossido di Zolfo)
NO2 (Ossidi di azoto)
PM10 (Polveri sottili)
Pb (Piombo)
O3 (Ozono)
CO (Ossido di carbonio)
Benzene

IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici)
Hg (Mercurio)
Cd (Cadmio)
As (Arsenico)
Ni (Nichel)

E’ stata recepita col DM. N°60 del 02/04/02 la direttiva 1999/30/CE relativa a SO2, NO2, NOx, PM10, Pb, nonché la direttiva 2000/69/CE relativa a Benzene e CO.

E’ stata recepita col D. Lgs.n°183 del 21/05/04 anche la direttiva 2002/3/CE sull’Ozono.

Sono in corso lavori dei gruppi tecnici e relative proposte con diverso stadio di avanzamento per IPA, Cd, As, Ni, Hg.


COMPETENZE ENTI LOCALI
Lo Stato fissa i valori limite e gli obiettivi di qualità della aria, a salvaguardia della salute umana e protezione ambientale.

La Regione ha tracciato il nuovo quadro di competenze degli Enti locali nella materia (L.R.3/99).

Spetta alla Regione determinare i criteri e gli indirizzi per la valutazione della qualità dell’aria e per la predisposizione di piani finalizzati alla prevenzione, conservazione e risanamento atmosferico, nonché la competenza delle fissazioni dei valori limite di concentrazione alle emissioni.

Alla Provincia viene affidato il ruolo di individuare, sulla base dei sopracitati criteri e valori limite definiti dalla Regione:
le zone di territorio per le quali è necessario predisporre piani finalizzati al risanamento atmosferico e piani per la gestione di episodi acuti di inquinamento atmosferico.

  • Zonizzazione del territorio
    Primo passo, è dunque la zonizzazione del territorio provinciale sulla base dei dati rilevati negli ultimi anni della qualità dell’aria e degli usi del territorio.
    Il compito della Provincia si pone in continuità con le valutazioni e la proposta di zonizzazione effettuata dalla Regione su scala comunale, e sarà quello di approfondire le valutazioni su scala locale.
    Le zone da individuare si distinguono in:
    Zona A: zona di territorio provinciale dove c’è il rischio di superamento dei valori limiti e corrisponde ai territori dei comuni più densamente popolati e nei quali sono presenti aree produttive che possono dar luogo ad inquinamento atmosferico, o in cui è prevedibile uno sviluppo industriale ed antropico in grado di produrre inquinamento atmosferico.
    Zona B: zona di territorio provinciale dove è basso il rischio di superamento dei valori limiti e corrisponde ai territori dei comuni scarsamente popolati con aree produttive che possono provocare modesto inquinamento atmosferico e/o nei quali sono previste aree di particolare interesse ambientale.
    Agglomerato: zona del territorio provinciale riconosciuto come area a maggior rischio di insorgenza di episodi acuti.

    La Provincia con atto deliberativo n°77 del 05/04/05 ha provveduto all’individuazione delle zone. Fare link con file.
Scarica il documento Delibera di Giunta Provinciale n.08-77 ZONIZZAZIONE.doc  (47 KB)


  • Piani di risanamento e mantenimento
    La zonizzazione evidenzia zone per cui è necessario predisporre Piani di risanamento per riportare la qualità dell’aria ai livelli richiesti dalle Direttive Europee e zone per le quali approntare piani di mantenimento della qualità dell’aria qualora la stessa rispetti già i limiti a tutela della salute e dell’ambiente.
    Zona A: Piani di risanamento
    Agglomerato: Piani d’azione anche a breve termine
    Zona B: Piani di mantenimento



  • Contenuto dei Piani
    I Piani contengono le azioni e gli interventi necessari ad assicurare i valori di qualità dell’aria entro i limiti fissati da Stato e Regioni.
    Azioni che andranno obbligatoriamente ad incidere sui fattori di pressione: traffico e viabilità, emissioni industriali, in modo principale.
    Il Piano andrà integrato con gli altri piani territoriali ed inciderà a livello autorizzativo, nel senso che l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera non verrà più rilasciata solamente sulla base del rispetto di limiti di concentrazione all’emissione, ma anche e soprattutto sulla base della qualità della matrice atmosferica che si vuole preservare o raggiungere. Il piano dovrà valutare i carichi massimi ammissibili in termini di emissione, sia derivanti da trasporto che da industria, per citare i fattori principali.


I Comuni approvano i piani e predispongono quegli interventi strutturali a carattere comunale necessari al miglioramento della qualità dell’aria. Sono inoltre titolari dei provvedimenti di limitazione del traffico.

VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’ARIA
La valutazione della qualità dell’aria prevede una serie di strumenti operativi e di dati informatizzati quali:
  • Reti di misura integrate

    • rete di monitoraggio fissa

    • rete di monitoraggio mobile

    • campagne di monitoraggio specifiche (con campionatori passivi o bioindicatori)

  • Inventari e catasti delle emissioni
    • catasto georeferenziato delle emissioni industriali

    • dati sul traffico e fattori di emissione

  • Meteorologia

  • Modelli di diffusione e previsione


Rete di monitoraggio fissa
La rete di monitoraggio provinciale comprende 4 centraline:
Rimini Parco Marecchia Stazione di tipo A
Rimini Via Abete Stazione di tipo B
Rimini Via Flaminia Stazione di tipo C
Riccione lungomare della Repubblica Stazione di tipo C

Le centraline sono state posizionate secondo i criteri del vecchio DM 20/05/91:
Stazione di tipo A: localizzate in aree non direttamente interessate da sorgenti di emissione urbana nelle quali si misurano tutti gli inquinanti primari ed i parametri meteorologici di base.
Stazioni di tipo B: situate in zona ad alta densità abitativa nelle quali si debbono misurare Ossidi di azoto, idrocarburi, biossido di zolfo, polveri e contenuto in piombo.
Stazioni di tipo C: situate in zone ad elevato traffico per la misura degli inquinanti emessi da traffico veicolare Ossido di carbonio, composti organici volatili (COV).

Nuova configurazione della rete in base al nuovo approccio normativo

Le recenti direttive europee recepite dalla legislazione italiana prevedono una diversa configurazione della rete di rilevamento nonché la messa in qualità della stessa. Si prevede inoltre la misura di nuovi parametri inquinanti quali il PM2,5 e la riduzione del monitoraggio di altri per i quali si è visto non esistono particolari problemi quale il biossido di zolfo.
La nuova configurazione ancora in corso di valutazione da parte della Regione e Provincia con il supporto di Arpa, prevede almeno una stazione di Agglomerato, una rappresentativa della zona A, una rappresentativa della zona B che dovrebbe divenire anche quella per la misura del fondo.
I valori misurati sono rappresentativi dell’intera zona a cui le centraline fanno riferimento, indipendentemente dal Comune in cui sono posizionate.
Il precedente concetto è supportato da anni di misure e studi a livello regionale e provinciale in cui si evince che gli andamenti delle concentrazioni di inquinanti in aria ed i valori degli stessi sono pressoché simili a livello regionale evidenziando piuttosto differenze fra aree urbanizzate ed aree non poco urbanizzate.

Il mezzo mobile diventa lo strumento per la valutazione delle criticità locali ed un utile strumento di intercalibrazione e verifica delle misure effettuate con la rete fissa.


La valutazione ha come obiettivo i piani di risanamento e mantenimento.
Il processo è un processo dinamico, che si evolve nel tempo. I risultati ottenuti e le decisioni prese vanno a modificare i dati di partenza per poi arrivare a nuove valutazioni. La zonizzazione territoriale infatti va rivista ogni 5 anni.



Dotazioni del laboratorio mobile

Il laboratorio mobile ha caratteristiche tecnologiche particolarmente aggiornate e potrà effettuare misure di sostanze inquinanti primarie e secondarie.
Potrà inoltre effettuare analisi statistica del traffico veicolare associandolo alle misure di inquinamento atmosferico.
Le apparecchiature installate sono costituite da una serie di analizzatori per la misura dei parametri tradizionali della qualità dell’aria, da una serie di sensori per il rilevamento di parametri meteo climatici e del traffico veicolare, da strumentazione accessoria per la acquisizione, elaborazione e trasmissione dei dati.
I sistemi di prelevamento e le apparecchiature sono conformi alle specifiche tecniche e alle prescrizioni stabilite dalla normativa vigente in materia di monitoraggio della qualità dell’aria.
Il nuovo sistema di rilevamento sarà collegato direttamente alla sede del centro informatico Arpa, al quale potrà trasmettere in tempo reale i risultati degli accertamenti effettuati.
L’impianto strutturale di base ha una concezione modulare per renderlo compatibile con nuove implementazioni.

Il laboratorio contiene le seguenti apparecchiature:
  • Analizzatore di polveri PM10 (equipaggiato con accessori per la determinazione di PM 2,5);

  • Analizzatore di ossido di carbonio;

  • Analizzatore di ossidi di azoto;

  • Analizzatore di ozono;

  • Analizzatore di Benzene, Toluene, Xilene;

  • Sistemi per rilevamento statistico di traffico veicolare;

  • Sistema di acquisizione ed elaborazione locale dei dati;
  • Sistema di trasmissione dati e comunicazione;

e i seguenti sensori meteorologici;
  • Sensore velocità’ vento;

  • Sensore direzione vento;

  • Sensore temperatura aria;

  • Sensore umidità’ relativa aria;

  • Sensore radiazione solare globale;

  • Sensore precipitazioni atmosferiche;

  • Sensore pressione atmosferica.

PIANO DI GESTIONE DELLA QUALITA' DELL'ARIA - CONFERENZA DI PIANIFICAZIONE
In data 27 luglio 2006 si sono aperti i lavori della Conferenza di Pianificazione - PIANO DI GESTIONE DELLA QUALITA' DELL'ARIA DELLA PROVINCIA DI RIMINI il cui documento preliminare composto da : Quadro conoscitivo, Documento Preliminare e Prima valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale, quale Atto di contenuto pianificatorio strumentale allo svolgimento della Conferenza stessa è stato approvato con delibera di giunta provinciale n. 136 del 18 luglio 2006.

PROSSIME SEDUTE DELLA CONFERENZA DI Le sedute successive si sono svolte nelle seguenti date:
Mercoledì 20 settembre 2006
ore 10.00 Enti Istituzionali (Osservazioni e proposte)
ore 15.00 Enti e Associazioni di Categoria (Osservazioni e proposte)

Giovedì 19 ottobre 2006
ore 10.00 Enti Istituzionali (Conclusioni)

In data 19 ottobre si è conclusa la Conferenza di pianificazione e il Piano Provinciale di Gestione della qualità dell'aria.


Scarica il documento Piano qualità aria - Documento Preliminare.zip  (3,63 MB)

Scarica il documento Piano qualità aria - Quadro Conoscitivo.zip  (7,64 MB)

Scarica il documento Piano qualità aria - Allegati.zip  (22,39 MB)

Scarica il documento Interventi Comuni qualita aria.xls  (41,5 KB)

Scarica il documento Scheda per le osservazioni al piano.doc  (30 KB)

Scarica il documento Verbale 27 luglio 2006.doc  (141,5 KB)

Scarica il documento Verbale 4 agosto 2006.doc  (146,5 KB)

Scarica il documento Verbale 20 settembre 2006 mattina.doc  (93,5 KB)

Scarica il documento Verbale 20 settembre 2006 pomeriggio.doc  (98,5 KB)

Scarica il documento Verbale 19 ottobre 2006.doc  (60,5 KB)


Le osservazioni e proposte pervenute in fase di Conferenza sono state esaminate e valutate in sede di redazione del Piano avvenuta nei mesi successivi.
In data 19 dicembre 2006 il Consiglio Provinciale ha adottato il Piano con delibera n°86 del 2006.
Scarica il documento QUADRO CONOSCITIVO PDF.zip  (22,82 MB)

Scarica il documento NORME e AZIONI PDF.zip  (547,46 KB)

Scarica il documento VALSAT PDF.zip  (310,06 KB)


Al piano è seguita la fase di deposito durante la quale non sono pervenute osservazioni da parte di Enti, Associazioni o singoli cittadini, mentre la Regione Emilia Romagna ha espresso riserve in nove punti.
Le riserve sono state espresse con Delibera di Giunta Regionale n.639 del 07/05/2007.

In data 25 settembre 2007 il Consiglio Provinciale ha approvato le controdeduzioni alle riserve regionali.
Scarica il documento Delibera di Consiglio n. 70.doc  (31,5 KB)

Scarica il documento Delibera di Consiglio n. 70_Allegati.doc  (124 KB)


Le controdeduzioni sono state inviate alla Regione Emilia-Romagna che ha accordato l’intesa in merito alla conformità del Piano agli strumenti di pianificazione regionale.

In data 18 dicembre 2007 il Consiglio Provinciale con delibera n° 98 ha quindi approvato il Piano di Gestione della Qualità dell’aria per la Provincia di Rimini.
Scarica il documento Delibera di Consiglio n.98 del 18-12-2007.doc  (41,5 KB)


Piano di Gestione della Qualità dell’aria per la Provincia di Rimini, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n° 98 del 18 dicembre 2007.
Scarica il documento 1.NORME e AZIONI PDF.zip  (596,92 KB)

Scarica il documento 2.VALSAT PDF.zip  (346,22 KB)

Scarica il documento 4a.QUADRO CONOSCITIVO.zip  (6,47 MB)

Scarica il documento 4b.QUADRO CONOSCITIVO-ALLEGATO.zip  (15,05 MB)

Scarica il documento RELAZIONE_DI_PIANO_controdedotta_11-12-07 (2).pdf  (2,08 MB)