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elettromagnetismo
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elettromagnetismo

 


Impatti Ambientali


Gli inquinanti
Elenchiamo di seguito gli inquinanti emessi  a seguito della combustione di risorse energetiche non rinnovabili. Nelle tre sezioni...

... analizzeremo più in dettaglio le varie caratteristiche fisiche degli stessi e la loro distribuzione in atmosfera.

  

Inquinanti atmosferici che agiscono a livello locale–ambiente urbano [ link alla pagina ]

Monossido di carbonio, CO

Sostituisce l’ossigeno nel sangue formando la carbossiemoglobina invece dell’emoglobina (che svolge la funzione di trasportare ossigeno a tutte le cellule del nostro corpo). Con l’accrescere della concentrazione nell’aria si verificano progressivamente: rallentamento dei riflessi, mal di testa, affaticamenti, nausea, vertigini, convulsioni, ecc.

Ossidi di azoto, NOx

Effetti locali

L’NO2 provoca danni alla salute umana (in particolare all’apparato respiratorio: concentrazioni elevate persistenti provocano bronchiti infantili), danni alle piante (riducono l’accrescimento), danni ai materiali (corrosione dei metalli e scolorimento dei tessuti)

Gli ossidi di azoto inoltre favoriscono la formazione di ozono troposferico.

Insieme all’ozono e a miscele di idrocarburi caratterizza fenomeni di smog fotochimico.  

Vedi sezione successiva per gli effetti a lungo raggio.

Ossidi di zolfo, SOx

Effetti locali

Il biossido di zolfo, SO2, provoca danni alla salute (irritazione delle mucose e agli occhi, tosse, difficoltà respiratorie), alle piante (interferisce con la formazione ed il funzionamento della clorofilla) e ad alcuni materiali aumentando la velocità di corrosione.

L’SO2, insieme al particolato sono caratteristici di fenomeni di smog tipo classico (non fotochimco).

Vedi sezione successiva per gli effetti a lungo raggio.

Idrocarburi:

 

Inquinanti organici persistenti (POP) - idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

 

 

Tra i POPs sono comprese le diossine e i composti organo-alogenati e gli IPA.

Gli IPA sono legati alla combustione dei combustibili fossili. Possono essere gassosi o solidi (particolato, vedi sotto). Ne esistono a centinaia ma alcuni sono particolarmente studiati per gli impatti negativi sugli esseri viventi. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) individua come probabili cancerogeni per l’uomo il benzo(a)pirene, il benz(a)antracene e il dibenz(a,h)antracene ed un ulteriore gruppo come possibili cancerogeni per l’uomo.  L’esposizione alle miscele IPA può comportare anche danni al sangue, immunosopressione, danni al sistema polmonare.

Composti organici volatili non metanici, COVNM (Benzene, formaldeide, ecc.)

La classe dei COVNM comprende un gran numero di idrocarburi dagli effetti dannosi per la salute. Tra i più noti la formaldeide e il benzene, quest’ultimo classificato dalla IARC come cancerogeno.

Sono anche inquinanti a lungo raggio e precursori dell’ozono troposferico.

Materiale particolato sospeso:

 

particolato fine, PM10

 

Il particolato di diametro inferiore ai 10 micrometri (PM10) è quello che provoca danni maggiori all’organismo poiché il corpo umano non riesce a bloccarlo tramite ciglia, peli o membrane e la frazione più sottile può arrivare alle vie respiratorie o al sangue. Questo diventa un problema quando sulla superficie di queste particelle sia presente una sostanza dannosa come un metallo pesante o un idrocarburo cancerogeno.

Piombo (Pb)

Il piombo è contenuto nelle benzine. È tossico per il sistema nervoso e può causare avvelenamento del sangue.  

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

Alcune molecole di idrocarburi più grandi possono essere solide e far parte del particolato sospeso. Vedi sopra i danni alla salute del particolato.

Ozono troposferico

L’ozono troposferico non viene direttamente emesso in atmosfera ma si forma a bassa quota per la reazione di alcune sostanze che vengono definite “precursori”, come gli ossidi di azoto e i COVNM.

In ambiente urbano l’ozono  può provocare danni alla salute (irritazione ad occhi e attacchi d’asma, bronchiti, bronco-polmoniti, enfisemi), particolarmente accentuati in presenza di SO2.

È uno degli inquinanti che caratterizzano fenomeni di smog fotochimico, insieme agli NOx e ad altre sostanze principalmente provenienti dal traffico stradale (CO, idrocarburi).

  

Inquinanti transfrontalieri effetti sugli ecosistemi naturali ed agrari [ link alla pagina ]

Ossidi di azoto, NOx

Effetti a lungo raggio

Come acidificante provoca danni alla vegetazione, può alterare il pH di suoli e acque dolci e marine; danneggia i monumenti marmorei.

Come eutrofizzante altera gli equilibri trofici delle acque dolci e marine. I fenomeni più noti sono le fioriture algali (marine) tossiche e le morie di pesci dovute a fenomeni di anossia (l’aumento di nutrienti causa dell’aumento di biomassa acquatica che, una volta in decomposizione, consuma l’ossigeno necessario per la vita dei pesci). Le zone alpine e subalpine, l’Appennino tosco-emiliano e la Sardegna, sono tre le più colpite dalle deposizioni di azoto nutriente[1] ma è l’azoto di provenienza agricola il principale responsabile dell’eutrofizzazione delle acque.

Anche a grande distanza dalla fonte di emissione gli ossidi di azoto possono provocare la formazione di ozono troposferico.

Vedi sopra per gli impatti locali.  

Ossidi di zolfo, SOx

Effetti a lungo raggio:

come acidificante provoca danni alla vegetazione, alterando il pH di suoli  e acque dolci e marine; danneggia i monumenti marmorei.

Vedi sopra per gli impatti locali.

Composti organici volatili non metanici, COVNM

Vedi sopra per gli effetti sulla salute.

Sono anche precursori dell’ozono troposferico.

Ozono troposferico

L’ozono a bassa quota può provocare danni alla salute in ambiente urbano ma può agire anche a distanza causando danni alle colture in ambiente rurale.

Gli effetti sono particolarmente accentuati in presenza di SO2.

Gas serra [ link alla pagina ]

Biossido di carbonio, CO2

Metano, CH4

Protossido di azoto, N2O

Gas fluorurati, HFC, PFC, SF6

Questi gas sono responsabili dell’aumento dell’effetto serra e del conseguente innalzamento della temperatura media globale. Questo riscaldamento potrà provocare danni agli ecosistemi, innalzamento del livello del mare e sommersione delle aree costiere, aumento della desertificazione, aumento dei fenomeni climatici catastrofici.

 

  

si veda: Bonanni P., Brini S., Buffoni A., Stella G., Vialetto G., “Acidificazione ed eutrofizzazione da deposizioni atmosferiche: le mappe nazionali dei carichi critici”. ANPA, 2002. Pag. 151, scaricabile dal sito del SINA-net: http://www.sinanet.apat.it/aree/atmosfera/Carichi%20critici.asp