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Le Risorse Energetiche

elettromagnetismo Risorse energetiche - Risorse non rinnovabili - Risorse Rinnovabili
elettromagnetismo



Risorse energetiche



Una foto del canale di immissione della centrale idroelettrica di Vizzola Ticino, in Lombardia, di 30 megaWatt di potenza. L'energia potenziale dell'acqua è sfruttata per produrre energia elettrica. (dal sito: http://xoomer.virgilio.it/psibe/vizzola_ticino/index.html)

L’energia non si distrugge, quindi è sempre immagazzinata sotto forme e materiali diversi che chiamiamo "risorse energetiche" o "fonti energetiche". L’energia è portata dal vento o dall’acqua oppure è immagazzinata nei muscoli o nelle masse organiche come il legno, il petrolio o altri combustibili.  


Le fonti energetiche vengono distinte per la disponibilità immediata di utilizzare l’energia e per la durata nel tempo, in:

  • fonti primarie e fonti secondarie

  • fonti rinnovabili e fonti non rinnovabili

fonti primarie
fonti secondarie
fonti rinnovabili
solare, eolica, geotermica, idrica, biomasse

energia elettrica e calore da risorse rinnovabili  

energia elettrica e calore prodotto da rifiuti o da gas di discarica[1]

fonti non rinnovabili

combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale)

energia nucleare

combustibili raffinati da combustibili estratti grezzi in natura

energia elettrica da risorse non rinnovabili

 

 

Le fonti primarie di energia sono quelle disponibili in natura senza avere subito alcuna trasformazione. I combustibili fossili (petrolio grezzo,  gas naturale,  carbone), l’energia nucleare e le fonti di energia rinnovabili (energia solare, eolica, geotermica, idrica, biomasse).

Le fonti secondarie invece sono quelle che derivano da una trasformazione di quelle primarie: i combustibili raffinati (benzina, gas di città, ecc.), l’energia elettrica, ecc.

Il passaggio da fonti primarie a secondarie è utile perché, nonostante parte dell’energia iniziale diventi inutilizzabile durante la trasformazione, la forma di energia ottenuta è in genere molto versatile: concentrata, trasportabile, regolabile, continua, utilizzabile con molte tecnologie e strumenti diversi, ecc.. Proprio come i combustibili liquidi o l’elettricità.

Le fonti di energia rinnovabile, FER, sono quelle per le quali si può considerare una disponibilità illimitata nel tempo. La legislazione italiana considera fonti rinnovabili di energia: il sole, il vento, l’energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali (biomasse).

Si definiscono inoltre fonti di energia assimilabili alle rinnovabili: la cogenerazione, intesa come produzione combinata di energia elettrica e di calore, il calore recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici e da processi industriali, nonché le altre forme di  energia recuperabile in processi, in impianti e in prodotti ivi compresi i risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici  con interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti. (da art. 1, c. 3. Legge 9 gennaio 1991, n. 10)

Le fonti di energia non rinnovabile comprendono invece i combustibili fossili quali il petrolio, il carbone, il gas naturale e le fonti energetiche secondarie derivate.

[1] I rifiuti sono un prodotto imprescindibile dell’attuale sistema produttivo ma le strategie politiche nazionali ed internazionali mirano ad una riduzione della produzione cosicché, pur considerando i rifiuti una risorsa rinnovabile, dovremmo tener conto che la produzione andrà via via diminuendo, col successo delle politiche ambientali.